Un duo artistico italo-cinese.
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“OUYU偶遇” serie di performance sul tema dell’Incontro e della Relazione
“OUYU” si configura come un viaggio artistico che esplora le dinamiche dell’incontro e della relazione ponendo al centro il dialogo interculturale tra Italia e Cina. Questi due contesti culturali profondamente diversi, ma accomunati da una grande storia, offrono una tela ideale per indagare le modalità con cui gli individui costruiscono connessioni, superano le barriere e danno forma a una relazione autentica. Attraverso il linguaggio delle performance partecipative, il progetto intende esplorare il gioco sottile di ruoli, impressioni e rituali che definisce ogni incontro umano.
Le performance si strutturano come spazi simbolici dove il pubblico non è solo spettatore, ma anche attore chiamato a interagire e a contribuire attivamente alla narrazione. L’incontro casuale, “ouyu”, diventa il pretesto per smascherare le convenzioni che regolano l’interazione sociale e, al tempo stesso, per costruire ponti tra mondi apparentemente distanti. La concezione dell’interazione come performance ci offre una chiave per comprendere come gli individui, di fronte all’altro, indossino maschere e adottino ruoli per gestire l’impressione che vogliono trasmettere. Nelle performance di “OUYU” queste maschere vengono messe in discussione in un processo che porta alla scoperta dell’autenticità nell’incontro.
In particolare Italia e Cina, con le loro ricche tradizioni e i differenti codici di comportamento, offrono il contesto perfetto per esplorare il rapporto tra “front stage” e “back stage” nelle relazioni umane. Se la cultura italiana si caratterizza per una teatralità esplicita e una socialità esuberante, quella cinese, al contrario, spesso privilegia l’armonia e il rispetto delle formalità. Questi tratti distintivi si riflettono nei rituali quotidiani e nei modi di presentarsi agli altri che diventano il materiale vivo delle performance. In una piazza italiana o in un parco cinese, in un museo italiano o in una galleria d’arte cinese, le azioni performative emergono come momenti di improvvisazione sociale in cui artisti e pubblico negoziano i propri ruoli, spesso sovvertendoli inaspettatamente.

